ANCONA,  CITTA’ DELLA QUALITA’ DELLA VITA

 

               

 ANCONA, CITTA’ DELLA QUALITA’ DELLA VITA

   CONTRIBUTO DI IDEE   PER IL GOVERNO DELLA CITTA’ 2018-2023

PREMESSA 

Italia Nostra, nel 2013, presentò in pubblica assemblea ai candidati sindaci le proprie proposte per lo sviluppo di Ancona, chiedendo che le forze politiche candidate al governo della Città presentassero un progetto strategico che avesse al centro il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

ANALISI

Per quanto riguarda i punti da noi allora proposti e sollecitati, essi non hanno trovato gran riscontro poiché l’amministrazione eletta ha effettuato molte scelte da noi non condivise come, ad esempio, le seguenti:

  • ha rinunciato alla mobilità dolce garantita da una metropolitana di superficie per la quale si erano già spesi alcuni milioni di euro, chiudendo la Stazione Marittima;
  • ha pervicacemente proseguito nel tenere all’oscuro i cittadini (e se stessa) dei livelli di inquinamento atmosferico lasciando attiva una sola centralina delle quattro preesistenti, quella collocata all’interno del Parco della Cittadella;
  • ha ridotto le corsie preferenziali per i mezzi pubblici riaprendo al traffico privato spezzoni di vie prima ad essi riservati;
  • i TIR continuano indisturbati nel loro inquinante percorso dentro Torrette e dentro il porto dove unendosi al fumo inquinante delle navi continuano a “profumare” le vie cittadine;
  • ha insistito per anni nell’affermare la sostenibilità ambientale ed economica della Uscita ad Ovest dal porto di Ancona fino a ché è dovuto intervenire il ministro delle Infrastrutture per bocciare il progetto. Attualmente non vi è una proposta alternativa di soluzione del problema;
  • non ha ampliato le Zone a Traffico Limitato e ci sono voluti cinque anni per controllare più efficacemente con le spycam l’unica Zona a Traffico Limitato e cioè Piazza del Papa;
  • non ha dato corso alla richiesta del censimento degli immobili inutilizzati e sfitti, per il quale si era impegnato il Consiglio Comunale già nel 2012, su nostra richiesta insieme al Forum Paesaggio Marche e i numerosi contenitori edilizi abbandonati sono rimasti tal quali;
  • non è stato ancora adottato, dopo cinque anni, il nuovo piano particolareggiato di Portonovo
  • per il parco del Cardeto sembra oggi avanzare la privatizzazione a partire dal vecchio faro;
  • per quanto riguarda la Cultura l’impegno principale della amministrazione è stato quello di portare avanti la riapertura della Pinacoteca Comunale ed il recupero della Mole Vanvitelliana organizzandovi eventi – e questo va benissimo – ma si è sostanzialmente disinteressata degli altri beni culturali cittadini;
  • dopo aver effettuato un importante intervento di decoro urbano per piazza Cavour, lo ha inficiato poi con un utilizzo incongruo con giostre e ruota panoramica per le feste; il centro storico è in degrado come numerosi beni culturali cittadini e le proteste contro il degrado riempiono i giornali ed i siti web;
  • nel corso principale di Ancona ha collocato due “installazioni” che hanno sollevato le critiche della maggioranza dei cittadini.
  • ha pensato di attuare per le “tredici cannelle” un incredibile scambio tra tutela ed interessi commerciali;
  • ha lasciato chiudere due anni fa l’Istituto Musicale Pergolesi, vanto della nostra città, che oggi con i provvedimenti sopraggiunti sarebbe stato statalizzato e quindi sarebbe rimasto in vita;
  • l’Università con le sue centinaia di docenti e migliaia di studenti è stata scarsamente coinvolta nella vita cittadina;

Sempre nell’ultimo anno l’amministrazione ha presentato tutta una serie di progetti e di impegni futuri trovando, e di questo va dato atto, finanziamenti nazionali ed europei ma, e questa è la nostra opinione, senza una visione strategica d’insieme tanto è vero che ha dovuto ricorrere, a metà mandato, ad organizzare iniziative partecipative per elaborare l’unico documento oggi esistente (Strategicancona). Pur riconoscendo al documento una sua organicità che raccoglie progetti, alcuni condivisibili, altri meno, tuttavia questi, a nostro avviso, non sono inseriti in una visione strategica del futuro della città.

Altri progetti presentati negli ultimi mesi, a fine legislatura, dovranno trasformarsi in progetti esecutivi la cui realizzabilità e cantierabilità sarà tutta da verificare.

LA NOSTRA VISIONE STRATEGICA PER ANCONA

Italia Nostra ritiene che si debba avere una visione della città futura per dire ai concittadini dove si vuole andare e che ruolo si intende far svolgere ad Ancona, capoluogo regionale e provinciale.

Italia Nostra ritiene che la visione della città debba puntare sulla caratterizzazione di Ancona come città della qualità della vita. il futuro della città si debba ricercare nello sviluppo delle attività culturali, educative, della ricerca scientifica, del terziario avanzato, del turismo di qualità e sostenibile, nonché nella modernizzazione delle attività istituzionali pubbliche erogate come capoluogo di regione e di provincia.

Italia Nostra ritiene che sia necessario sviluppare progetti per fare di Ancona una “città intelligente” (smart city come oggi si usa dire), una città efficiente e vivibile sotto vari aspetti.

In Ancona sembra che non ci si sia accorti di come le idee che Italia Nostra sostiene siano state fatte proprie in diverse e recenti normative nazionali:

il Documento di economia e finanza (DEF 2017) prende in considerazione per la prima volta gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES dell’ISTAT) tra i quali la speranza di vita in buona salute alla nascita, le emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti, l’indice di abusivismo edilizio, insieme alla lotta alla povertà ed alle disuguaglianze.

Federsanità dell’ANCI (la Associazione dei Comuni Italiani) a luglio 2017 ha indicato ai Comuni come “la salute dei cittadini deve diventare obiettivo primario perché è in gioco la salute di milioni di cittadini attraverso adeguate politiche urbane”.

il Piano Strategico del Turismo (PST) 2017-2022 ricorda che Il turismo è centrale per lo sviluppo del Paese ed i principali punti di forza dell’Italia sono le città uniche nel genere ed i monumenti. Il patrimonio culturale e territoriale dell’Italia è pienamente valorizzato anche attraverso la gestione durevole e la fruizione sostenibile e innovativa dei propri territori”. E il Piano Straordinario della Mobilità Turistica 2017-2022 “promuove il recupero delle infrastrutture di trasporto dismesse con finalità turistiche e valorizza il potenziale turistico e culturale dei sistemi di trasporto”.

LE NOSTRE PROPOSTE

Di seguito, senza avere la pretesa della esaustività, indichiamo quelli che a nostro parere dovrebbero essere gli impegni più importanti da assumere e poi da realizzare da parte dei futuri amministratori della Dorica. Queste proposte possono essere approfondite con la lettura dei precedenti documenti elaborati da Italia Nostra nel 2010, nel 2013 e poi nel 2015.

Lo stop al consumo di suolo

Si ribadisce la necessità di non prevedere ulteriori espansioni urbane dal momento che non vi è un aumento di popolazione e vi è invece la necessità di impegnarsi nel recupero della edilizia esistente, anche ai fini del risparmio energetico e della sicurezza antisismica per cui esistono finanziamenti pubblici nazionali. E’ necessario adottare il Piano particolareggiato di Portonovo mentre per il Parco del Conero è assolutamente necessario tornare ad una gestione democratica del territorio, chiudendo subito la fase commissariale. Al Parco del Conero, sottoposto dall’UE a due procedure d’infrazione per non aver rispettato la Direttiva habitat (92/43/CEE) a Portonovo e Numana, serve una gestione che difenda veramente la naturalità dei luoghi.

Il verde pubblico e le aree naturali

Il notevole patrimonio ambientale della Città di Ancona costituisce certamente un onere ed una responsabilità veramente impegnativi ma anche una risorsa eccezionale che va opportunamente monitorata, approfondita nello studio e resa disponibile dal punto di vista conoscitivo e fruibile concretamente con servizi e iniziative di scoperta e di sviluppo culturale. Poche città italiane possono contare su una presenza ed una stretta commistione di luoghi di grande valore storico-architettonico, insieme ad ambienti naturali e semi naturali di grande interesse. Alcuni esempi significativi:

la falesia che va da San Ciriaco al Trave e che costituisce un paesaggio unico, oltre ad essere un lungo ed esuberante prolungamento del Parco Naturale del Conero, compreso il Passetto, una delle più suggestive “spiagge” cittadine, ricco di naturalità e di tracce culturali; 

il Parco urbano del Cardeto, che comprende una incredibile sedimentazione storica ed archeologica, oltre ad una rigogliosa vegetazione spontanea forestale;

l’ampio Parco urbano della Cittadella posto in un rilievo dominante del centro urbano e per questo uno dei punti panoramici più suggestivi sulla città;

il singolare e attrezzato Orto botanico gestito dall’Università comprendente l’esteso residuo della “Selva di Gallignano”, di eccezionale valore storico, ambientale e naturalistico.

Per la gestione di un così importante e complesso sistema di aree verdi occorre un particolare impegno dell’amministrazione, un significativo investimento culturale ed economico, un costante coinvolgimento degli enti pubblici, dei privati e della associazioni, oltre che dei cittadini.

Mobilità dolce

Italia Nostra ritiene che la città debba essere un insieme di più Zone a Traffico Limitato aperte solo ai residenti ed ai veicoli elettrici e ibridi, privilegiando il trasporto pubblico mediante il potenziamento dei parcheggi scambiatori. Per tale motivo sosteniamo la necessità di concludere il progetto della Metropolitana di superficie riaprendo la Stazione Marittima per collegare il centro cittadino all’hinterland, evitando di sprecare i finanziamenti già spesi. La città dovrebbe promuovere non solo l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’automobile, ma anche una rete ciclabile attraverso la realizzazione di opportune strutture e infrastrutture che permettano di viaggiare, con questo mezzo, in sicurezza e tranquillità.

Cultura

Il termine Cultura indica sia i beni culturali che ambientali ed il paesaggio. La nostra città deve tornare ad essere un crogiolo di cultura con l’Est europeo ed il Medio Oriente. Dobbiamo riscoprire le motivazioni e le occasioni di incontri culturali con le altre sponde ed etnie come avvenuto per tanti secoli della nostra storia. Che fine hanno fatto i progetti culturali della Macro Regione Adriatica?

Nella stessa Ancona esistono più di una decine di etnie con la loro cultura, le loro tradizioni da noi ignorate.

La Comunità universitaria formata da docenti e studenti deve essere maggiormente coinvolta nella vita intellettuale della città, una comunità che per molti è ancora poco conosciuta.

Fare cultura non può essere interpretata solo come organizzare eventi, ma vuol dire effettuare anche un’ opera di recupero della memoria artistica, architettonica, storica della Città, nelle singole testimonianze ma anche nel loro insieme, quali il Centro Storico, il Porto Antico, i nuclei più antichi di Ancona, mediante un intervento continuo ed incessante che riguardi il decoro urbano, cioè tutte quelle azioni che servono a valorizzare l’esistente. In questo ambito la valorizzazione del Parco del Cardeto attraverso la creazione del Parco Letterario intitolato a Franco Scataglini, un importante poeta anconetano del secondo ‘900, servirà a realizzare eventi per ricordare anche gli altri personaggi della cultura e della storia anconetana (Ciriaco Pizzecolli, Lazzaro Bernabei, Francesco Trionfi, Benvenuto Stracca, Antonio Leoni, Luigi Albertini, Vito Volterra, Corrado Cagli, Guido Cirilli, Palermo Giangiacomi, Plinio Acquabona, Carlo Antognini, Gilberto Bagaloni, Vincenzo Pirani, Gino De Dominicis e tanti altri). Sosteniamo altresì il recupero e la valorizzazione delle mura di Ancona, oggi in stato di degrado ed abbandono.

Fu un indimenticabile storico dell’arte e assessore alla cultura, Pietro Zampetti, ad auspicare come “la storia fosse riscoperta nelle coscienze perché Ancona non si annulli e torni invece ad essere una città con la sua cultura e le sue tradizioni”.

Economia

Ancona si trova sempre più in difficoltà a svolgere le funzioni del passato e la globalizzazione ha cambiato le regole dell’economia. Sarà necessario prendere atto della situazione, mantenere e consolidare le poche attività industriali rimaste e puntare su altri fattori di sviluppo della città quali :

  • l’investimento in “facilities” per lo sviluppo delle attività di ricerca delle istituzioni cittadine (quattro facoltà universitarie scientifiche, un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (INRCA), l’Istituto Adriano Olivetti di Studi per la gestione dell’economia e delle Aziende (ISTAO), l’Istituto di Scienze Marine del Centro Nazionale delle Ricerche; l’insediamento nelle aree produttive di nuove aziende che puntino sul tecnologico avanzato, sulle start up, sulla innovazione, sulla domotica. La realizzazione di città tecnologiche e interconnesse e della banda larga, è una priorità rilanciata con forza anche dalla Commissione Europea come progetto per la già ricordata smart city.

  • la internazionalizzazione dei rapporti commerciali che deve diventare anche internazionalizzazione dei rapporti culturali derivante dalla presenza del Porto

  • la attrazione turistica dei beni culturali, archeologici e paesaggistici della città e dell’hinterland.

Il rispetto delle regole

Nella città vanno adottati/aggiornati/applicati i piani del rumore, delle frequenze, delle antenne, del colore, il regolamento edilizio e la riduzione dell’inquinamento luminoso. Le norme devono essere fatte rispettare dalla Polizia Urbana.

Le risorse

Per quanto riguarda le risorse vi sono finanziamenti nazionali ed europei, quelli già acquisiti e quelli nuovi che potranno venire, che faciliteranno la prossima amministrazione ma, per le questioni più cittadine, riteniamo che si debba puntare sulla leva fiscale a disposizione del Comune per favorire gli investimenti e le attività e punire la rendita speculativa, ad esempio, sugli affitti dei locali commerciali nel centro di Ancona.

CONCLUSIONI

In conclusione Italia Nostra continuerà la propria azione incessante sulla amministrazione che verrà, per promuovere una visione strategica per una Ancona città della qualità della vita.

La promozione dell’interesse pubblico, la tutela dei beni comuni, riconosce la necessità della partecipazione diretta dei cittadini al governo della città attraverso, ad esempio, la costituzione di nuovi consigli di quartiere eletti che, al pari dei consigli di istituto e di altri luoghi di partecipazione, siano luoghi di aperta discussione tra cittadini interessati, a costo zero. Nessuna decisione rilevante che riguardi l’uso del territorio, del patrimonio culturale e della vita cittadina, dovrà essere assunta – a nostro parere – senza momenti di effettivo ed aperto confronto tra gli amministratori ed i cittadini mediante assemblee, consultazioni pubbliche e referendum cittadini.

Senza il coinvolgimento dei cittadini Ancona, prendendo in prestito le parole di un letterato anconetano, non riuscirà a liberarsi delle catene che la tengono a terra, sul punto di spiccare il volo senza mai riuscirci, superando le ragioni, i vincoli ed i veti che la paralizzano.

Ancona, 19.01.2018           IL CONSIGLIO DIRETTIVO